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Domenico

 

Categorie: Memoria

37 commenti

silvia · Marzo 28, 2018 alle 1:39 pm

Non conoscevo Antonella, non ho avuto questa fortuna… Sono una mamma che ha pianto alla notizia di così tanto Dolore… Ho pianto pensando al Dolore della sua mamma e del suo papà, del suo fratellino e di quanti l’amassero.. Perché si, sicuramente in tanti l’amavano. Grazie per aver aperto questo blog. Non solo per rendere onore ad una meravigliosa ragazzina con due occhi dolcissimi e profondi, ma anche per gridare al mondo intero che chi soffre deve DIRLO, deve URLARLO perchè chi li ama possa aiutarli e prenderli per mano… Io vi stringo nell’abbraccio più forte che c’è. Una mamma

Anna m · Marzo 29, 2018 alle 8:28 pm

Dal 28 novembre non c è giorno che io non pensi ad Antonella e a voi straordinari genitori. Ogni volta che leggo qualcosa su di lei o scritta da lei mi rendo conto che era tropo per questa società superficiale e senza più valori . Io cerco tutti i giorni di far capire e di insegnare alla mia unica figlia che ha 16 anni e come Antonella frequenta il Socrate che la vita non è fatta solo di capi firmati e di amicizie vip come le definiscono. La battaglia è dura ma non ho intenzione di smettere soprattutto ora per rispetto ad Antonella. Pur non conoscendovi personalmente consentitemi di abbracciarvi forte .

    Giusy · Aprile 23, 2019 alle 9:04 am

    Ciao Antonella,
    non so se ti farà piacere, ma c’è una vecchia mamma che ha letto i tuoi pensieri e stringe tra le mani il tuo libro. Non ci sono parole sagge o giuste da dire in un mondo che corre troppo indifferente a tutto e a tutti da millenni…ora sei luce ovunque tu sia.

Andrea · Aprile 3, 2018 alle 11:11 am

Antonella sarà sempre la mia poetessa preferita, la scrittrice a cui mi ispireró, la politica che vorrò avere nel mio Paese, la persona più sincera e onesta che abbia mai conosciuto. Quando penso ad Anto trovo il coraggio e la forza che non ho mai avuto e mi sento meno solo perché qualsiasi cosa faccio la sento vicina. Antonella semplicemente mi rende una persona migliore. Vi voglio bene!

Serena · Maggio 4, 2018 alle 9:53 am

La mattina del 28 novembre ero come ogni giorno nel mio ufficio situato nel palazzo di via Ciasca, al mio computer oberata tra mail e telefonate. Ad un tratto il mio mondo si è fermato, la mia routine spezzata. Tutto ha cominciato a muoversi a rallentatore. Paura, ansia, incredulità queste le sensazioni che in un privo momento io e i miei colleghi abbiamo provato. Poi la notizia, “ha 13 anni”. Li il dolore e la rabbia hanno attraversato le mie vene. Ma perché ? Come può una ragazzina di soli 13 anni compiere un gesto simile, perché nessuno di noi ha potuto aiutarla e fermarla? Da quel giorno è come se la sua vita avesse sfiorato la mia, da quel giorno una perfetta sconosciuta è diventata una personcina che mi sta cuore. Ogni giorno quando entro in ufficio, percorrendo il corridoio, alzo gli occhi al cielo e penso a lei, le rivolgo un bacio o un pensiero o una preghiera o un segreto.
Antonella mi ha insegnato l’importanza di ascoltare, l’importanza di parlare, di non sottovalutare.

Un abbraccio di vero cuore
Ciao piccolo angelo!

Fabio C. · Maggio 5, 2018 alle 1:13 pm

Non ho mai conosciuto Antonella, sono venuto a conoscenza di ciò che è accaduto tramite social network, il quale mi ha portato su questo sito dove ho letto/visto quasi tutto. Probabilmente sembrerà banale dirlo essendo uno sconosciuto ma sono stato seriamente colpito profondamente nell’apprendere della perdita di una persona come Antonella, alla sua età avrei voluto aver avuto metà dell’intelligenza che ho potuto notare da alcuni suoi scritti/post, le passioni, il modo di scrivere… tutt’ora stento a credere a ciò che è accaduto, non doveva andare così, sono sinceramente dispiaciuto.
Non posso minimamente immaginare cosa, i genitori, stiano passando e passeranno. E non cerco neanche di provarci per rispetto.
Ho voluto scrivere per dare un feedback e cioè che in un momento non particolarmente bello/felice addirittura buio della vita è bene parlarne con qualcuno (chiunque voi vogliate, non abbiate paura) e cercare aiuto perché ci sarà sempre qualcuno o qualcosa che possa aiutarvi a superarlo.
Una “chiave” c’è sempre e lo affermo per esperienza personale.
Un forte abbraccio alla famiglia.

Angela · Maggio 25, 2018 alle 2:55 pm

Cara Antonella ovunque tu sia, dovevi ascoltarlo Capa che c’ era quella chiave.
Hai tentato di cercarla sola, dietro quel sorriso sempre presente sul tuo viso, sarebbe bastata una sola lacrima per dare un minimo segnale. Scrivo perché ci tenevo a essere sul tuo blog, sì sono una tua “follower” perché tu le cose le sapevi fare bene anzi benissimo e non come ti sei decritta.
Ti porto nei miei pensieri quotidiani, ti rivedo nei luoghi che hai “frequentato” e “utilizzato”, provo ad immaginare quello che ti è passato nella testa e nel cuore rendendomi incapace di trattenere le tristi emozioni. Un abbraccio e un ringraziamento speciale ai tuoi genitori che ti hanno fatto conoscere per quello che sei: una Paninabella.

Anna Ferrante · Maggio 25, 2018 alle 4:23 pm

Prima di Antonella ho conosciuto Angela e Paolo … Angela una mamma sempre presente super attiva concentrata completamente sui figli , poi per caso un incontro con Antonella e Angela davanti alla scuola elementare di Paolo ….il mio primo pensiero ….ma guarda che bella.la figlia di Angela ….. ha il viso tondo come quando ero io piccola … un viso pulito …un viso sincero ….. questo e’ il mio semplice ricordo di Antonella un bacio grande Anna

Gabry · Maggio 25, 2018 alle 4:58 pm

Vi ho conosciuti una sera di tanti anni fa a casa di amici comuni in occasione di una tombolata, ricordo il suo sorriso ed il suo entusiasmo quando ha vinto l’ambo e poi il terno e teneramente ha ceduto la sua vincita al fratellino! Un cuore generoso ed uno sguardo attento agli altri e non solo a se… un abbraccio grande a Voi! ❣❣

Sonia · Maggio 25, 2018 alle 5:20 pm

A danza…..sostituivo mia sorella (la sua insegnante di moderno), e montai una coreografia su “mad world” di gary jules…ci mettemmo io e lei davanti al computer a leggere il testo di quella canzone..lei era felicissima di imparare quella coreografia…girava per la sala “in fibrillazione”…quella canzone per me sarà sempre LEI.
Per il resto durante le altre lezioni dopo un po’ si buttava a terra e decideva di non fare più niente..e io mi facevo troppe risate 😂😂😂

    Mariangela · Maggio 29, 2018 alle 8:39 am

    Anche per me Anto sarà una canzone anzi due.
    Da piccola: “Lascia che io sia” di Nek…la cantava con Angela in modo speciale aveva da poco imparato a parlare. La mamma diceva lascia che io sia e lei: il tuo brivido più grande..e cosi via in un botta e risposta comico perché le paroline che diceva associate alla sua tenera età creavano un mix irresistibile.
    L’altra canzone è: “E la luna bussó” di Loredana Bertè. L’abbiamo cantata in mare insieme questa estate…lei spaparanzata sul materassino e io in basso in acqua. Non ci era mai capitato di cantare insieme una canzone intera e quando abbiamo finito era felicissima e mi disse sei un mito zia! (Non si aspettava la sapessi anche io). Con il senno di poi la canzone ha un testo abbastanza triste ma allora non ci feci caso. Adesso chissà cosa canterà con gli altri angeli…

MAMY · Maggio 27, 2018 alle 9:18 pm

Eri piccolissima e ti aggiravi per casa in cerca di una monelleria che mi facesse arrabbiare tanto . Avevo in camera da letto due luci sui comodini.Era una stella ( o meglio due ) che avevo acquistato a Leroy Merlin il cui valore monetario era pressoché nullo …ma erano stelle ed io le adoravo . Mentre aggiustavo il letto a destra entrasri nella stanza velocissima e andando al comodino sinistro buttasti giù il lume che si ruppe in tanti piccoli pezzi . Spaventata fuggisti via ( non so se per la paura delle mie urla o per il danno fatto) . Il giorno dopo si ripresentó la stessa occasione. Io aggiustavo il letto a sinistra e tu con un salto felino entrasti in stanza e con lo stesso colpo …buttasti giù la stella destra con il medesimo risultato ….Mille pezzi per terra, una corsa veloce tua e le urla mie . A distanza di anni ti ricordai l’episodio e tu eri dispiaciuta però sorridenti per farti perdonare e come non potevo non perdonarti. Il tuo sorriso non poteva passare inosservato

Damiana · Maggio 28, 2018 alle 7:42 am

Tantissimi i ricordi con Antonella, l’ultimo la settimana prima della sua triste decisione. Ero con Annarita e ci incontrammo sotto casa, lei era chiaramente allegra e salutando Annarita le chiese: Annari tutto a posto? Si scambiarono sguardi complici di un vissuto d’infanzia e su un “mi raccomando” ognuno proseguì la sua strada. Antonella cara, nulla faceva presagire da quel tuo sguardo che qualcosa non andasse nel verso giusto, perdonaci tutti se siamo stati poco attenti ad un particolare che potesse aprirci ggli occhi. Da Lassù prega per la tua famiglia, fa che riescano a sopportare questa vita senza di te fisicamente.

Angela · Maggio 28, 2018 alle 8:35 am

Allora..ricordi su di te ne ho diversi..non tantissimi ma parecchi..
Il primo è stato quando sei nata ma quello che mi fa pensare a te Anto è la piccolina di 4 mesi che tenevo in braccio al mio matrimonio😊..
Poi quando ti rotolavi sul mio lettone a circa un anno ed eravamo tutti all estremità del letto per paura che potessi cadere visto che eri una piccola trottola..poi le tante foto ke mamma e papà ti facevano e che i nonni mi mostravano orgogliosi..
Il giorno della tua comunione mentre giocavi a terra con Laura e Ilaria..
E l’ultimo a casa dei nonni quando stavamo mangiando gli arancini di riso della nonna..Paolo raccontava il suo ultimo disegno e tu che gli facevi le faccine e poi ridevi quando nonno Barto mi chiamava Angela piccola..dopo un po dicesti “ma perché la chiamate ancora così.. Non è mica una bambina!” …e lì nonna mina dette inizio alla sua storia e alla mia..e tu che ridevi..
Questa eri tu per me..questi alcuni dei ricordi di te..non c’è giorno che non ti pensi..non c’è giorno che non mi faccia domande..
ti ho sognata costantemente all inizio.. La sera avevo paura di addormentarmi..volevi qualcosa da me..che io facessi..e l’ho fatta..ho avuto l’ ennesima dimostrazione che qualcosa in un mondo parallelo c’è..
Ciao Paninabella

Ho chiesto a Laura che ricordi avesse di e con te..ha sorriso..mi ha detto “quando con nonna Tina andavamo da zia mina c’era sempre Antonella.. Mi divertivo perché giocavamo ad un gioco di memoria (e lei vinceva sempre) ..alla fattoria (mo mamy aveva 50.000 specie di cani) oppure guardavamo i cartoni con Paolo..
Quando c’era Antonella mi piaceva andare da zia mina..😊

Rocco · Maggio 28, 2018 alle 8:51 am

Antonella la conoscevo da piccolissima. La rivedevo ogni anno in occasione delle nostre rimpatriate, ogni volta più grande e più matura. Una caratteristica che la distingueva mi sembra che fosse la determinazione: nei giochi col fratellino e con gli amici prendeva delle iniziative, e le manteneva anche se non erano condivise, anche fronteggiando a muso duro i rimproveri degli adulti. Insomma un carattere forte e una persona originale. Tante volte ha attratto l’attenzione di mia figlia, perche’ lasciava da parte di giochi e raccontava o leggeva. A mia figlia piaceva starla a sentire, misurarsi con lei nelle acrobazie della fantasia, e godere della sua grande personalita’. La mia esperienza personale mi dice che una persona con carattere deciso ed intelletto sviluppato è più esposta a problemi psicologici, in quanto il suo cervello ha la capacita’ di dominare il corpo, e’ allenato a farlo. Allora condizionare il corpo, metterlo alla prova privandolo o affogandolo di cibo, o infilarsi in vicoli ciechi dell’anima, senza apparente possibilità di uscita, sono esercizi che questo tipo di persone riescono a fare con incredibile facilità. A chi condivide la loro vita il compito di cercare di porre rimedio, quando loro lo permettono e soprattutto lo vogliono; molto piu’ frequentemente il peso di pagarne le conseguenze. Certo, credo che la cosa che più si può contrapporre ad una visione di questo tipo, cosi’ chiusa in se stessi, sia la visione cristiana, in cui l’individuo si dovrebbe donare agli altri, amando prima se stessi e poi gli altri. Questo e’ gia’ difficile da farsi in condizioni normali, non oso immaginare nelle condizioni in cui si era messa Antonella, o era stata messa proprio dagli altri. In ogni caso mi ha fatto male sapere che negli ultimi tempi Anto la religione la rifiutasse drasticamente.

Elena · Maggio 28, 2018 alle 8:54 am

Cari Amici Miei, Domenico Diacono e Angelys Alba… insieme a quel pazzo di Paolino (per quando si diplomerà, avremo smesso di chiamarlo Paolino?), quando penso, e succede spesso, ad Antonella, negli affollatissimi ricordi di 13 anni, quasi 14, emerge tra tutti il ricordo dell’ultima volta che l’ho vista.
Era il sabato prima di quel 28 novembre. Eravamo a casa vostra per la cena 🇺🇸 USA 🇺🇸. Io arrivai con un super contenitore, per portare la mia APPLE PIE. E mentre andavo in camera vostra con le mani piene, lei uscì dalla sua camera da letto per salutarmi.
Io, frettolosamente, le dissi che prima mi liberavo le mani e poi la salutavo adeguatamente. Lasciai tutto sul lettone, mi girai e lei era ancora lì nel corridoio ad aspettarmi. Quando mi avvicinai, lei spalanco’ le braccia per abbracciarmi e, con voce squillante e viso sorridente, mi disse CIAOOOO.
Poi a cena stupì tutti con la sua recensione di un film, credo fosse ANIMALI FANTASTICI. Era seduta vicina ai 2 Nicola, che la guardavano stupiti. Ci disse che il film era LEEEENTO, troppo LUNGO, ma gli effetti speciali erano insuperabili. Era molto chiacchierona quella sera, ed impazzì per i CORN DOG di Nicola Esposito. La mia Apple Pie, che entusiasmò per ben due volte Domenico, Anto non la mangiò quella sera, ma so che la onorò il giorno dopo, ma solo dopo altri CORN DOG 😛!
Pensai che quella sera era particolarmente allegra, che la vedevo cresciuta e più a suo agio anche con persone adulte. Con il senno di poi, io, e non solo io, abbiamo pensato che, con tutta quella allegria, avesse voluto salutare i “vecchi” amici dei genitori.
Quando sono andata via, ho fatto il percorso al contrario, rispetto al mio arrivo. Sono andata in camera da letto, ho preso giacca, borsa e contenitore, ne sono uscita e lei era in camera sua, sdraiata sul letto, con il cellulare in mano e sorrideva.
Le ho detto CIAO, ANTONELLA, BUONANOTTE. Lei mi ha risposto, senza staccare gli occhi dal telefono.
Mai avrei potuto immaginare sarebbe stata l’ultima immagine, che mi sarebbe rimasta di Antonella. Forse sarei andata io a quel punto nella sua camera e le avrei spalancato le braccia per abbracciarla, in un timido tentativo di trattenerla.
E la Apple Pie non l’ho più voluta fare!

Nicola Diacono · Maggio 28, 2018 alle 10:05 am

Purtroppo non ho trascorso molto tempo con Antonella. Il mio lavoro, sempre lontano da casa, mi ha tagliato fuori da tante di quelle esperienze familiari che se ora cominciassi a farne un elenco non finirei nemmeno per domani. Questo è uno dei più grandi rammarichi della mia vita, per il quale non ho alcuna responsabilità, se non quella di aver scelto di fare questo lavoro…
I miei ricordi sono perciò limitati ai pochi contatti che avevamo dai Nonni, di solito nei fine settimana, quando si pranzava tutti insieme.
Mi capitava abbastanza spesso di notare un aspetto un poco imbronciato quando entrava e mi chiedevo sempre cosa le fosse successo, mi dispiaceva vederla così : ma il più delle volte si trattava di questioni davvero di poco conto, che ne so, tipo precedenze non rispettate da Paolo su chi avesse dovuto citofonare; tant’è che poi vedendoci, e scorgendo soprattutto la cuginetta Silvia si illuminava e diventava gioviale e serena e coccolona come sempre. Aveva un modo tutto suo di salutarci quando arrivava: un abbraccio per tutti, nessuno escluso. Era così tenera…
Quando giocavano, Antonella con Paolo e Silvia, la storia era sempre la stessa: c’erano Antonella e Silvia che organizzavano qualcosa “per sole donne” , che ne so… magari una coreografia a due, un pezzo di recitazione, ecc… e Paolo che funzionava da elemento di disturbo (in senso ironico, non me ne volere, Paolo, lo sai che ti voglio bene ;-*) che piombava nel bel mezzo della esibizione/gioco con i suoi numeri “fisici” tipo quando imparò ad atterrare sul pavimento come Spiderman: e lì immancabilmente Antonella se ne usciva con un “E PAOLOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!” , non so se rendo l’idea…Se chiudo gli occhi mi sembra ancora di sentirla.
A tavola era sempre un piacere vederla, sempre di buon appetito e sempre allegra. Sembrava sempre che stesse partecipando ad una specie di festa.
C’era poi il momento della separazione, quando doveva salutare tutti (altro abbraccio tenero tenero). Ecco, qui la vedevo di nuovo imbronciata, per lei si doveva restare sempre “almeno un altro pocoooooo” , specie se noi con Silvia ed Anna eravamo ancora dai Nonni, e magari sembrava che non ci stessimo preparando per andare via. Tant’è che spesso, proprio per convincerla, andavamo via anche noi…così con Silvia si salutavano in cortile prima di andare verso le rispettive auto; forse così le sembrava tutto più equo, non saprei.
Porterò sempre con me i suoi abbracci, le sue risate così coinvolgenti, ma anche le sue faccine imbronciate.
La nostra Antonella era così, speciale e affettuosa con tutti.
Ti mando un bacio ovunque tu sia, tesoro, e scusa se non ti sono stato abbastanza vicino come zietto.

Benedetta Lusito · Maggio 28, 2018 alle 11:04 am

Anto, tesoro sai che noi a teatro sentiamo che tu ci guardi durante le prove e so che sai , che stiamo per mettere in scena i “vestiti nuoi dell’imperatore” …so anche che ci sarai il giorno del saggio ad incoraggiare i tuoi compagni e rilassare me che sarò più tesa di loro! Pannibella mia tu , con l’immensità del tuo sorriso che partiva dagli occhi sino alle gote che si sollevavano così tanto , sei rimasta e rimarrai nella tua classe , con tutti i tuoi Amici attori in erba con cui , come ricordi, inventavamo quelle storie fantastiche collettive che tanto ti piacevano!!!! …che riuscivi a concludere con pensieri e frasi particolarissime, che ci lasciavano senza parole, quasi come un deus ex machina …grandissima sensibilità , grandissima apertura intellettuale, guizzo intuitivo immediato, spiccata ironia,anche su te stessa…Anto ci hai lasciato il grande dono della spontaneità a 360 gradi…nulla di ciò che hai fatto e pensato mancava di quel puro entusiasmo di chi avverte il desiderio dentro di sé di dire la sua!!!!…”.hic et nunc “….Grazie Anto attraverso questa tua spontaneità , la Natura ci ha parlato e continuerà a parlarci! …ti voglio bene

Alessandro · Maggio 28, 2018 alle 2:58 pm

Ciao Antonella, sei stata una compagna di classe simpatica e allegra e così ti ricorderò.

Lucia Ricciardi · Maggio 28, 2018 alle 3:47 pm

Ci ho messo un po’ per scrivere un messaggio su questa pagina. Scrivo e cancello parole che suonano banali, soprattutto se parlano di Antonella. I miei ricordi sono per lo più legati alle feste di compleanno, dove ho vissuto Antonella indirettamente perché era la ‘sorella grande’ di Paolo. O ai Nutella party che Angela organizzava così, all’improvviso, a casa, con la scusa di riunire i bambini, ma con l’intento di ‘ciaciare’ con le mamme… Ma c’è un ricordo di Antonella che mi strappa sempre un sorriso ogni volta che ci penso; e sono le sue lezioni di judo. La ricordo lì sul tatami, in posizione di difesa, che scrutava il suo avversario come nel più teso duello western. Una mossa e… Hop! Eccoli entrambi sul tappeto; allora il suo avversario dopo tre secondi era già in piedi che l’aspettava… Ma lei cosa faceva? Lei non si rialzava più agguerrita di prima, lei non raccoglieva le sue forze per ritentare il colpaccio. No. Antonella rotolava. Rotolava e rideva. Ma rideva di gusto! Di quelle risate che non potevi stare lì a guardarla senza scoppiare a ridere a tua volta! Ecco, la ricordo nitidamente distesa sul tatami, braccia larghe, e un’irrefrenabile, irresistibile risata. È come se la sentissi ancora ridere. E spero che questo ricordo rimanga indelebile…

Franca · Maggio 28, 2018 alle 3:51 pm

Il primo ricordo che ho di te è del momento in cui il tuo papà ci informò della tua nascita. Eravamo ad Assisi e c’era la neve. Da allora, ogni volta che sono tornata ad Assisi di persona o solo con la mente … c’eri anche tu.
L’ultimo, il 25 novembre scorso, scendendo le scale di casa tua dissi a Vito che ti avevo vista diversa. Mi hai abbracciato forte, lo facevi sempre ma quella sera c’era qualcosa di diverso.
In mezzo a questi due ricordi tantissimi altri piccoli frammenti, come la tua faccia contenta quando mi venivi a chiedere, certa della mia risposta, se potevi prendere dei libri dalla stanza di Sara.. e li ti ritrovavo dopo ore, sul pavimento, immersa nella lettura.
Da tantissimi anni la tua foto con Sara, Manu e Lucy è in casa nostra in un posto di passaggio, e quindi non possiamo fare a meno di vederla più volte al giorno … ed è ancora lì… e tu con noi.

Silvietta · Maggio 28, 2018 alle 4:16 pm

Antonella in una parola era…NO non si può descrivere una persona come lei con una sola parola , solo 6 mesi più grande di me eppure io l’ho sempre vista come un riferimento ;
Ricordo con tenerezza tutti i suoi abbracci , era bellissimo sentirsi stritolati da Anto , perché col suo gesto regalava tutto l’amore che si era accumulato durante i mesi nei quali non ci vedevamo .
Era sempre un passo davanti a me fin da piccole: io pensavo alle bambole e ai peluche e lei leggeva già libri di 300 e passa pagine , questo a volte mi faceva sentire giù, ma era la prima a farmi il solletico fino a farmi sbellicare a terra dalle risate ,solo per non vedermi triste.
Un ricordo recente che ho di noi é quello della festa di anniversario dei nonni: durante il pranzo mi accorsi che guardava attentamente le mie unghie color viola metallizzato , ancor prima che potessi aprire bocca lei mi disse ” con tutti i colori che esistono sulla faccia della terra questo é il più brutto!” sì, Antonella non aveva peli sulla lingua e adesso che ripenso a quello smalto …credetemi aveva pienamente ragione.
Dopo aver mangiato uscimmo e ci andammo a sedere sulle antalene, lì iniziammo a parlare di mille cose : dal -Qual’é lo scopo dell’umanità sulla terra- al – Ti é piaciuto l’ultimo libro di Harry Potter?- .
Subito dopo arrivò Paolo e iniziamo ad andare sullo scivolo poi sulla giostra e infine andammo a vedere gli animali dell’agriturismo, non passavamo una giornata così da tanto tanto tempo .
Credo che non dimenticherò mai lo sguardo colmo di lacrime di mia madre quando mi disse quello che era successo , io non ebbi reazioni :ferma immobile, era tutto nero intorno a me.
La prima cosa che feci ?
Andai a danza in anticipo , non c’era nessuno solo io e uno stereo, misi la musica ad alto volume e iniziai a ballare con le lacrime agli occhi , saltavo continuamente al fine di arrivare più in alto possibile e ridere insieme a lei ancora una volta ; fu l’unico modo di scaricare tutta quella tensione che si era creata nella mia testa .
Vorrei mi leggessi un altro racconto Anto , vorrei rivedere quegli occhi pieni di dolcezza,
vorrei essere presa in braccio una volta ancora,
vorrei averti detto più volte ‘ti voglio bene’ ❤
La tua cuginetta
Silvia🌸

Daniela · Maggio 28, 2018 alle 5:35 pm

Ciao Antonella
Voglio condividere un ricordo che ti riguarda. Un giorno mia figlia mi ha chiesto se poteva portarti al ristorante giapponese per farti assaggiare il sushi. Lei lo adora e si meravigliava del fatto che tu non ci fossi mai andata.
Naturalmente non volevate adulti tra i piedi. Io ero un po’ perplessa ma alla fine vi ho accompagnate e vi ho lasciate li.
Non potrò mai dimenticare la faccia del cameriere quando sono venuta a prendervi. Era disperato! E voi ridevate come pazze. E in auto mi avete raccontato cosa avevate mangiato e mi avete fatto vedere le foto dei piatti mentre continuavate a ridere.
A novembre, poco prima di quel giorno, mia figlia mi aveva detto che voleva portarti di nuovo…….
Mi piace ricordarti così.

Marcello · Maggio 28, 2018 alle 6:22 pm

Quando se n’è andata, ho cercato sul mio computer fotografie dove ci fosse Antonella. Ne ho trovate tante. Quella che più di tutte mi addolorava (e mi addolora ora che sto scrivendo) era quella sulle scale della villa di Barbara ad uno dei “meeting”. C’era Antonella, c’erano Paolo, Elena, Marco, Sergio, Laura, Marianna, Francesco.
La guardavo e mi chiedevo perché. La guardo e mi chiedo perché.

Mariangela · Maggio 28, 2018 alle 6:57 pm

Questa estate a mare, io lei e Paolo abbiamo fatto un gioco.
Bisognava dire cosa sarebbe successo in un “mondo parallelo”…ne sono uscite di tutti i colori: per esempio in un mondo parallelo lei e Paolo erano i genitori e mamma e papà i figli… a pensarci adesso era un gioco molto “adulto” per una ragazzina di 13 anni. Mi convinco sempre più che Antonella era più grande della sua età per certi versi.
Per altri invece dimostrava esattamente la sua età, con tutti gli entusiasmi del caso. Non dimenticherò mai quel giorno alla foresta Mercadante…😅 ha voluto sintetizzarmi 7 volumi di una saga Fantasy che aveva letto…ore a raccontarmi i personaggi e la storia, nonostante i “bastaaa” di Paolo e Nico. E ricordo la delusione quando rientrammo in auto…era arrivata “solo” al quinto tomo! Cosa darei per sentire ancora i suoi racconti…

Marianna maylea · Maggio 28, 2018 alle 8:34 pm

Un ricordo di te? Il 28 novembre. Quando mia madre è entrata in casa incredula dicendomi cos’era accaduto. Perché ricordo proprio quel giorno? Perché io non ti conoscevo Anto, eppure la tua storia mi è entrata dentro, nella pelle, nelle ossa, nel cuore squarciato, ti ci sei infilata con forza, con le unghie e con i denti, ma anche con tenerezza, con le tue parole, le speranze, con quelle paure che sento anche un po’ mie. Ti ho Letta, pensata, capita, ho cercato di parlarti per sapere tutto di te, per entrare nel tuo mondo, nei tuoi sogni, nei tuoi gesti, nelle tue invincibili fragilità che ti rendevano molto più forte di ciò che credevi tu, che credevano tutti. Cosa eri, Antonella..tu neanche lo immagini..E cosa rimarrai, sempre e per sempre. Avrei voluto che ti vedessi con i miei occhi, con i miei occhi che non hanno potuto guardarti mai ma che ti hanno vista migliaia di volte per le strade, nel buio della notte, nelle canzoni che amavi. E ti hanno vista come fossi la cosa più bella di questo mondo, un gioiello prezioso, un fiore raro tra migliaia di margherite tutte uguali. Sei così speciale e così vera e il verbo al presente non è un errore, perché tu Anto, sei più viva di tante persone che conosco e possono ancora guardare questo mondo senza mai vederlo davvero, di tante persone che non capiscono, che non sanno, che fingono, che ingannano, sei più viva e vera di tutti quelli con cui parlo, perché tu non smetti di esistere anche se sei andata via 6 mesi fa. 6 mesi esatti fa. E avrei voluto parlarti, almeno una volta. Avrei voluto dirti così tante cose…E avrei voluto ascoltarti.
Comunque sia, per chi non capirà non mi importa..mi interessa solo che lo sappia tu, che rimani viva, assolutamente viva…dentro di me.

Elisabetta · Maggio 28, 2018 alle 8:58 pm

Conoscevo Antonella,dalla nascita,non ci vedevamo spesso,ma almeno 2 volte l’anno trovavamo l’occasione per incontrarci a casa nostra o da voi o da Sergio e Gina…per scambiarci le calze della Befana…Angela sempre meravigliosa nell’ organizzare sempre tutto alla perfezione…….Io non riesco a crederci,non è possibile,e’ solo un brutto sogno….Ricordo,l ultima volta che siamo stati a cena da voi…..Sofia sdraiata sul letto con Antonella nella sua camera mentre ascoltavano la musica……..Ora guardo,le tue foto e dico ….perché….
Vi voglio bene

Vito Nitti · Maggio 28, 2018 alle 9:00 pm

Ricordo Lei e Paolino piccoli, impazzivano a vedere i loro pesciolino mangiare gli spaghetti 🙂 Mi sembra ieri.

Gigia · Maggio 28, 2018 alle 9:30 pm

Angela e Domenico
Il ricordo che porterò sempre con me di Antonella è il suo viso sorridente anche quella mattina (che ogni volta mi rimandava a te Angela perché vi trovavo identiche!!) che accompagnava il saluto con la mano dal finestrino della vs auto diretta a scuola.
Ma ricordo anche le parole di ammirazione di Giulia al ritorno da qualche pomeriggio passato da voi insieme a Paolo, di quanto fosse ” veramente brava! ” Antonella che leggeva tanti libri quasi divorandoli.
Vi abbraccio…..

Annalisa e Giuseppe · Maggio 29, 2018 alle 8:41 am

Il nostro ricordo di Antonella. .risale a qualche anno fa. .il giorno del nostro matrimonio. .era un Antonella ancora bambina. .allegra gioiosa e disinvolta davanti alle telecamere. .bellissima! Incantò tutti! Ricordiamo anche la prima volta che venne a casa da noi. .accidentalmente ruppe un bicchiere. Nonostante la sua età ci rimase molto male, mentre noi sorridevamo tutti… Ma lei era tanto in imbarazzo !!
Yutto questo per dimostrare quanto era sensibile e già più grande della sua età!
Piccoli ricordi indelebili per noi

Miriam · Maggio 29, 2018 alle 8:43 am

Tanti i ricordi di Anto. In primis quelli del pancione di Angela alle Lamie a Valenzano, della splendida festa in occasione del suo primo compleanno…una bambola! Poi in posa, sul prato circondata da Sara ed Emanuela al matrimonio di Ferdinando, un incanto. E ancora, a rincorrere coniglietti alla comunione di Ilaria, sul dondolo nel mio giardino, o sul divano del seminterrato intenta a leggere e a scambiare “chiacchiere” da preadolescente con Marianna, Ciccio e Paolino…fino all’ultima fotografia della serata americana, serenamente circondata dagli amici di mamma e papà.
Le vostre splendide foto continuano a farci vibrare il cuore. Lei sempre con noi. Vi abbracciamo.

Asia · Maggio 29, 2018 alle 8:45 am

Antonella ti ricordo ancora in piedi accanto alla lavagna durante le brevi pause di ricreazione, intenta a leggere i tuoi libri di Sherlock Holmes, sospesa in un mondo parallelo , quasi che nulla più ti importasse. Con un sorriso appena accennato ti vedo lì davanti a me come se non ti servisse arrivare fino alla fine, come se avessi già la soluzione del caso…

Zia Anna · Maggio 31, 2018 alle 7:18 am

Ciao Farfallina dai mille colori… Rosso, giallo, arancione, azzurro…. Con generosità ce li hai regalati tutti; solo il nero hai tenuto per te. Ma il buio non ti apparteneva…. e te ne sei andata via lontano.
Con amore, Zia Anna

Gemma Di Chio · Giugno 25, 2018 alle 8:13 am

…Non ho conosciuto personalmente Antonella…purtroppo…ma vorrei scrivere un ricordo di mio figlio Edoardo, sebbene abbia avuto poco tempo per sapere che fosse speciale…lui, con gli occhi di un “poco più di un bambino” mi ha detto: “mamma, non era molto chiacchierona ma quando parlava le sue battute erano le più intelligenti…e poi aveva sempre i capelli molto curati…era molto carina”. Bhe…io, grazie a mio figlio, me la immagino così…ben oltre sopra le righe.

Claudia · Settembre 20, 2018 alle 5:03 pm

Ho scoperto oggi la storia di Anto e mi sono riconosciuta in tanti suoi pensieri. Anch’io ho sofferto molto perché non ero bella (e me lo dicevano o lasciavano intendere), ero diversa… da chi poi? Boh. Non ho avuto il coraggio di Anto, anche se a volte ho pensato che sarebbe stato meglio morire. Ho sofferto di depressione e, conoscendola, sento quando prepara il terreno per ripresentarsi. La depressione ha comportato anche molta difficoltà nel rapporto con mio figlio, manifestandosi con crisi di rabbia che hanno scaturito liti violente durante la sua adolescenza. Lui è stato tanto forte da crescere comunque equilibrato, un bravo ragazzo. Ora che sono madre e zia, voglio ringraziare i genitori e le zie di Anto perché facendo conoscere la sua storia possono concretamente fare qualcosa per chi non ha il coraggio di esprimere la propria sofferenza. Perché la depressione è una malattia, e come tale va riconosciuta e curata. Il primo passo è chiedere aiuto a chi ci vuole bene.

Michele Tota · Ottobre 18, 2018 alle 2:21 pm

Questi versi, scritti Irene Vozza, li pubblico in quanto immagino affini ai sentimenti di Antonella
Ho camminato a lungo senza sapere senza meta
ho attraversato vie buie scalza e affamata
mente affollata che nn dava spazio a pensieri
vagavo cieca e assente
…poi un filo di luce ha attratto la mia persona
mi sono sentita vestita dal suo calore
ho sentito stringermi la mano
il cuore mi batteva ed ho udito una voce
…ho seguito quel suo viso lucente
..tutto attorno a me ha preso vita
nulla era tetro ..tutto aveva voce
ho preso posto sull’erba bagnata della notte
ho socchiuso gli occhi e mi sono lasciata cullare dagli odori della natura
dalle loro carezze dai loro suoni armoniosi…
udivo e non ero sola…
mi sono sentita spogliata da tutto …
da tutto cio’ che mi teneva prigioniera
mi udivo..
mi sentivo libera
…ho guardato il cielo
dando ad esso tutti i pezzi della mia vita
..erano farfalle in volo
portavano con sé il mio passato
il mio presente
ma anche i miei sogni che sarebbero stati di un futuro diverso..
non ricordo il tempo di quella pausa
ma so che quando mi sono rialzata ho trovato la strada del mio domani.

Patrizia Barbara Lantone · Novembre 19, 2018 alle 9:09 pm

Cara Antonella, ho saputo solo ora della Onlus che i tuoi genitori stanno promuovendo per ricordare che splendida ragazza eri e generosamente per aiutare altri ragazzi.Ti ho vista nascere ed insieme ai tuoi amorevoli genitori ti ho vista crescere.Sempre educata e gentile venivi nel mio studio spesso accompagnata dai tuoi adorati nonni. Ricordo l’ ultima volta che sei venuta nel mio ambulatorio e dopo la visita, nel salutarti , ho notato come stringevi forti a te un grande quaderno.Eri diversa sì, intelligentissima e molto sensibile,amavi i libri e amavi scrivere come pochi ragazzi della tua età.Non dimenticherò mai il dolore che ho provato il giorno della tua scomparsa.Da quel giorno la tua foto è lì ,sulla mia scrivania,a ricordarmi come pediatra che abbiamo il dovere di aiutare altri ragazzi ” scavando” nel loro intimo affinché simili tragedie non si ripetano più.Un grande abbraccio a Domenico, Angela e Paolo.

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